La C.I.A.LAB organizza nei mesi di novembre (Montegiorgio) e dicembre (Ascoli Piceno) corsi di formazione per:
- RLS corso completo ed Aggiornamento
- RSPP per datore di lavoro
- Addetti alla squadra ANTINCENDIO e Aggiornamento
- Addetti alla squadra PRIMO SOCCORSO e Aggiornamento
I suddetti corsi saranno tenuti presso le sedi C.I.A. LAB di MONTEGIORGIO ed ASCOLI PICENO.
Invitiamo tutte le ditte a verificare se gli RSPP, i RLS e gli addetti alle squadre di emergenza presentano formazione adeguata ovvero hanno frequentato i corsi di aggiornamento (RLS, antincendio e primo soccorso).
Si ricorda che il corso di RLS va aggiornato annualmente ed il corso di primo soccorso va aggiornato ogni 3 anni con il modulo di aggiornamento pratico. Anche per il corso Antincendio è previsto l'aggiornamento periodico! Il Ministero dell'Interno dipartimento Vigili del Fuoco con Circolare del 23.02.12 ha ribadito l'obbligatorietà dell'aggiornamento periodico per i corsi di addetto antincendio e gestione delle emergenze trasmettendo il programma, i contenuti e la durata dei predetti corsi distinti per tipologia di rischio ai fini di un uniforme applicazione dell'attività formativa sull'intero territorio nazionale.
Cliccare qui per visualizzare la Locandina dei corsi di formazione con relativa Scheda di Adesione per Montegiorgio ed Ascoli Piceno
In riferimento all’articolo del numero 3 del nostro notiziario riportiamo alcune considerazioni riguardo l’obbligo del registro antincendio.
Il "Registro dei controlli", previsto dall'art. 5 co. 2 del D.P.R. n. 37/98, sul quale dovevano essere annotati i controlli, le verifiche, gli interventi di manutenzione, l’informazione e la formazione del personale è stato abolito, perché considerato un duplicato di adempimenti già previsti dal D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81 "Testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro".
Le caraffe sono tornate alla ribalta della cronaca ed è ricominciato il dibattito sulla sicurezza e sulla qualità dell’acqua filtrata. L’occasione è stata la pubblicazione del decreto ministeriale n°25/2012 del 7 febbraio 2012, che modifica la precedente norma 443 del 1990 sugli impianti di depurazione e filtrazione utilizzati nelle case, negli alberghi e nei ristoranti.
Il decreto introduce novità di rilievo, ma non mette in discussione il parere espresso dal Consiglio superiore di sanità il 1 dicembre 2009. Il Consiglio ha infatti confermato, sulla base delle prove esistenti, l’assenza di pericolo sanitario almeno nel breve e medio periodo. Questo concetto è molto importante perché numerosi articoli pubblicati in questi giorni lasciano intendere altre cose. Le stesse caraffe presenti in Italia sono vendute i n Francia, Germania, Regno Unito e le autorità sanitarie non hanno adottato provvedimenti restrittivi perché le analisi condotte dai diversi istituti non hanno rilevato rischi per la popolazione in generale.
È arrivata la proroga per la possibilità di smaltimento in discarica di rifiuti speciali e urbani con PCI > 13.000 kj/kg. Lo ha previsto uno schema di decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri dell'11 gennaio 2013.
L'ultima proroga (fino al 31 dicembre 2012) al divieto di ammissibilità in discarica dei rifiuti con Pci (acronimo di "potere calorifico inferiore") superiore a 13.000 kJ/kg era stata prevista dal Dl 216/2011, convertito in legge 14/2012 (Dl "Milleproroghe") che aveva fatto slittare il termine originariamente fissato dal Dlgs 36/2003 nel 1° gennaio 2007 e già prorogato innumerevoli volte. Poi non era stata disposta più nessuna proroga facendo scattare il divieto a decorrere dal 1° gennaio 2013.
La proroga fino al 31 dicembre 2013 ora disposta dallo schema di decreto-legge appena approvato risponde alla richiesta di molti operatori di consentire, nel pieno rispetto delle meno severe norme europee, la gestione in discarica anche di questa particolare tipologia di rifiuti.
Questo nuovo slittamento consente di sbloccare il conferimento in discarica di molti rifiuti che altrimenti sarebbero dovuti andare in inceneritori o al trattamento.
Le imprese vogliono investire sulla sicurezza dei lavoratori. Questo il dato che emerge a conclusione della prima fase dell'operazione incentivi INAIL, partita lo scorso 28 dicembre. Ha superato quota 25mila, infatti, il numero delle aziende che hanno inserito, attraverso la procedura online sul portale dell'Istituto, i propri progetti per interventi in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro, come l'acquisto di macchinari e attrezzature, e per l'adozione di modelli organizzativi e gestionali orientati alla sicurezza.
Un miliardo di euro il valore complessivo degli interventi proposti. Nonostante la congiuntura economica negativa, le imprese che hanno aderito al bando INAIL hanno dimostrato la disponibilità a investire complessivamente circa un miliardo di euro per migliorare la sicurezza degli ambienti di lavoro. Per sostenere e incentivare questi progetti, l'Istituto ha messo a disposizione 205 milioni di euro a fondo perduto, ripartiti in budget regionali che tengono conto del numero degli addetti e della gravità degli infortuni sul territorio. Si tratta della seconda tranche dopo i 60 milioni di euro stanziati
Sul dubbio interpretativo, più volte rilevato dagli operatori ed emerso in occasione di rilascio di autorizzazioni o di contestazioni da parte delle autorità amministrative preposte, circa la possibilità che dalle operazioni di smaltimento quali trattamento ((D8 e D9) possano scaturire rifiuti destinati ad altre operazioni in R , cioè di recupero, finalmente è stata fatta luce, attraverso un parere interpretativo, che non ha valenza di legge, ma tuttavia è autorevole perché espresso dalla Commissione Europea e avallato dal Ministero dell’Ambiente.
Lo stesso Ministero , in risposta ad un quesito della Regione Veneto, ha riferito in una nota ufficiale del 20 gennaio 2012 , che la Commissione Europea, alla quale aveva rimandato la questione, si è espressa nel senso che, al fine di conformarsi al criterio della gerarchia delle fonti della direttiva europea sui rifiuti (che privilegia sopra a tutto il recupero),
“la possibilità che da una operazione di trattamento, individuata dai codici di smaltimento D, i rifiuti possano essere indirizzati successivamente a impianti di recupero individuati dai codici R, va ugualmente tenuta in considerazione”
Ing. Flavia Fede
Le insalate pronte confezionate in busta sono abbastanza sicure. È quanto emerge dall'analisi condotta dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta su 305 campioni divisi in due gruppi. Il primo comprende 146 cespi di insalata I gamma, cioè appena raccolta, e il secondo 159 di IV gamma, ossia già lavata e confezionata in busta pronta per essere venduta. La novità del progetto, finanziato dal Ministero della salute, è che le insalate sono state controllate all'origine e poi tracciate lungo tutta la filiera, fino a ri-testarle quando erano confezionate e pronte per essere immesse sul mercato.
Si è quindi fatta un'analisi abbinata per cui ad ogni campione appena raccolto, corrispondeva un "gemello" al supermercato. Sono inoltre state testate altre 13 insalate pronte alla vendita, come controllo aggiuntivo. Il lavoro è stato realizzato sul prodotto di due aziende, una di grandi dimensioni leader del settore e una più piccola che distribuisce all'ingrosso.
La Conferenza Stato Regioni, nella Seduta del 15 marzo 2012, ha approvato lo schema di decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, concernente la definizione dei nuovi contenuti degli Allegati 3A e 3B al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e delle modalità di trasmissione delle informazioni di cui al comma 1 dell’articolo 40 del medesimo decreto legislativo.
Le principali associazioni di settore sollecitano il MinAmbiente a tagliare il contributo Sistri 2012, da versare entro il prossimo 30 aprile, “percepito da tutte le nostre imprese come una vessazione ingiustificata”.
È quanto si legge nella lettera inviata al MinAmbiente il 13 marzo 2012 e firmata da Confindustria, Confagricoltura, Confapi (Confederazione italiana della piccola e media industria privata), Alleanza delle cooperative italiane, Confederazione italiana agricoltori, Claai (Confederazione libere associazioni artigiane italiane) e associazione R.ETE. Imprese Italia (che riunisce Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti).
Il 14 marzo 2012 il ministero della Salute ha inviato una comunicazione al sistema si allerta rapido europeo (Rasff) segnalando il ritiro dal mercato italiano di una marca di acqua minerale naturale con un'eccessiva quantità di arsenico. La segnalazione è pubblica solo perchè le bottiglie sono esportate in Portogallo e in questi casi la norma europea prevede l'obbligo di informare il Rasff. In Italia non c'è stata nessuna comunicazione, nulla è stato detto ai consumatori che non hanno alcun modo per scoprire quale sia il marchio e il lotto delle bottiglie sotto accusa. Certo tutto lascia supporre che il pericolo non sia grave, ma diffondere la notizia è una questione di rispetto nei confronti dei cittadini.
Segnaliamo che con L’Albo con la Deliberazione 14 marzo 2012 n. 03/CN/ALBO il Comitato nazionale ha modificato l’art. 2 della precedente Deliberazione n. 1 del 30 gennaio 2003, adeguando gli importi relativi al requisito della capacità finanziaria per l’iscrizione alle categorie dalla 1 alla 5.
In sostanza, ora, per soddisfare il requisito della capacità finanziaria l’importo previsto viene abbassato a 9.000 Euro (dalle precedenti 50.000 Euro) per il primo veicolo e aumentato a 5.000 Euro (prima 2.500 Euro) per ogni veicolo aggiuntivo.



